Cosa cambia davvero con la nuova piattaforma SAP Business AI!

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In occasione di Sapphire 2026, SAP ha presentato l’Autonomous Enterprise e una piattaforma SAP Business AI unificata. Analizziamo l’architettura, le promesse e quali sono ancora le vere sfide per i clienti SAP.

SAP Autonomous Enterprise: cosa cambia davvero con la nuova piattaforma SAP Business AI

In occasione dell’evento Sapphire 2026 tenutosi a Orlando, l’amministratore delegato di SAP Christian Klein ha definito la direzione verso cui SAP intende guidare i propri clienti: l’“Autonomous Enterprise”, dove — secondo le sue parole — “gli agenti gestiscono l’azienda e voi potete concentrarvi su ciò che conta davvero”. Dietro questo slogan si cela un’architettura davvero innovativa, la SAP Business AI Platform, che integra in un unico stack i livelli di dati, intelligenza artificiale e applicazioni di SAP. Per i clienti SAP del segmento medio-alto del mercato, la domanda interessante non è se questa visione sia convincente – perché lo è – ma cosa cambi effettivamente a livello operativo e dove si sposti la responsabilità una volta che gli agenti inizieranno ad agire anziché limitarsi a fornire raccomandazioni. È proprio questo che vogliamo approfondire in questa sede.

Cosa ha annunciato SAP

L'annuncio è stato pubblicato su news.sap.com il 12-13 maggio 2026 e riportava il discorso di apertura di Klein davanti a circa 30.000 partecipanti, sia in presenza che in remoto.

SAP Business AI Platform. Un’architettura unificata che integra SAP Business Technology Platform, SAP Business Data Cloud e SAP AI Foundation in tre livelli: un livello contestuale (SAP Knowledge Graph, SAP Domain Models e un livello di dati semantici che abbraccia sistemi SAP e non SAP), un livello di sviluppo (Joule Studio, che copre lo sviluppo no-code, low-code e pro-code) e un livello di governance, incentrato sul nuovo SAP AI Agent Hub, il cui lancio è previsto per il terzo trimestre del 2026 senza costi aggiuntivi.

SAP Autonomous Suite. Copre cinque ambiti — Autonomous Finance, Autonomous Spend, Autonomous Supply Chain Management, Autonomous HCM e Autonomous CX — coordinando oltre 200 agenti specializzati e più di 50 Joule Assistant specifici per ciascun ambito. Un esempio concreto citato da SAP: l’Autonomous Close Assistant, progettato per ridurre la durata della chiusura finanziaria da settimane a giorni.

Joule Work. Un nuovo livello di interazione che abbraccia desktop, dispositivi mobili e comandi vocali, dotato di funzionalità agentiche quali l’accesso al computer e ai file, il supporto agli standard aperti (MCP, A2A) e la capacità di operare su sistemi SAP e non SAP — fornendo proattivamente informazioni utili anziché attendere che vengano richieste.

IA per l'industria. Sette soluzioni autonome e specifiche per settore in 26 settori industriali, tra cui una partnership con RWE volta a ridurre i tempi di inattività delle turbine eoliche offshore.

Impegno finanziario. SAP sta investendo 100 milioni di euro in un fondo dedicato ai partner per sostenere lo sviluppo e l’implementazione degli agenti, oltre a stringere partnership tecnologiche specifiche con Anthropic (Claude è integrato in Joule), AWS, Google Cloud, Microsoft, NVIDIA (che ha contribuito con il proprio framework “open-shell” per l’isolamento degli agenti), Palantir, Accenture, Mistral AI, Cohere, n8n, Parloa e Conduct.

Tra gli esempi di successo citati da SAP figurano il Gruppo H&M (uno “Store Intelligence Agent” e un “InStore Concierge” basato sull’intelligenza artificiale), Takeda (con un aumento della produttività fino al 10% e una riduzione delle perdite di fatturato dovute all’esaurimento delle scorte nella produzione regolamentata fino al 25%) e KPMG, che, secondo quanto riferito, ha implementato 20 agenti con l’obiettivo di ridurre le perdite contrattuali di 120 milioni di dollari. Si tratta di cifre riportate da SAP e dai suoi partner nell’annuncio stesso, non di risultati sottoposti a revisione indipendente: sono utili come indicatori di tendenza, non come parametri di riferimento su cui basare la pianificazione.

Dal punto di vista commerciale: i clienti RISE with SAP ottengono l’impegno contrattuale di attivare tre Joule Assistant entro il primo anno, oltre a un nuovo Max Success Plan; i clienti SAP GROW hanno accesso a oltre 20 assistenti AI fin dal primo giorno, con un obiettivo di avvio previsto nell’arco di poche settimane anziché mesi.

La linea che la stessa SAP sta tracciando: “quasi giusto” non è abbastanza

La frase più significativa del discorso di apertura non è stata il nome di un prodotto, bensì la definizione data da Klein al concetto di precisione: «Per i processi mission-critical dei nostri clienti, “quasi giusto” semplicemente non è abbastanza». Un’altra affermazione correlata, pronunciata durante lo stesso evento, è andata oltre: «L’ottanta per cento non è abbastanza quando si gestiscono… attività business-critical. Non dovrebbero basarsi su supposizioni; dovrebbero garantire risultati accurati, conformi e sicuri».

È proprio questo il rischio che SAP indica pubblicamente come associato al passaggio da un lavoro assistito dall’IA a un lavoro eseguito dall’IA. È anche il motivo per cui il livello di governance — l’AI Agent Hub — affianca il livello di sviluppo come parte integrante dell’architettura, anziché come elemento secondario, e perché il framework di isolamento a struttura aperta di NVIDIA è posizionato come infrastruttura fondamentale, non come componente aggiuntivo.

Cosa significa per gli operatori SAP

Per un ambiente SAP che si è sviluppato nel corso di un decennio o più, da questo cambiamento derivano tre conseguenze.

In primo luogo, la complessità dell’orchestrazione si sposta dal domanda “l’agente X funziona?” a “oltre 200 agenti che interagiscono in cinque domini si comportano in modo prevedibile quando operano insieme?”. Si tratta di un problema di test sostanzialmente diverso rispetto alla convalida di una singola automazione: è un problema di integrazione e regressione su scala di piattaforma, che non scompare solo perché ogni singolo agente è stato convalidato isolatamente.

In secondo luogo, la validità della promessa del livello contestuale — un livello semantico che abbraccia sistemi SAP e non SAP — dipende interamente dalla qualità dei modelli di dominio e dei dati su cui si basa. Per la maggior parte degli ambienti delle medie imprese di fascia alta, il lavoro di preparazione della base dati precede l’implementazione degli agenti e rappresenta solitamente il vero collo di bottiglia, non la disponibilità degli agenti stessi.

In terzo luogo, gli impegni commerciali (tre assistenti nel primo anno nell’ambito di RISE, oltre 20 nell’ambito di GROW) implicano che il processo di adozione inizi a scorrere indipendentemente dal fatto che il modello di governance sia pronto o meno. Ciò rende necessario definire sin dall’inizio il modello di autorizzazione e audit dell’AI Agent Hub, anziché adattarlo a posteriori dopo che i primi assistenti saranno già operativi.

Il nostro punto di vista

La visione dell’“Autonomous Enterprise” è coerente e l’architettura su cui si basa — contesto, implementazione e governance come tre livelli distinti — rappresenta una struttura più rigorosa rispetto alla precedente comunicazione di SAP in materia di IA. L’aspetto da considerare con sano scetticismo non è la visione in sé, bensì il divario tra «agenti implementati» e «agenti a cui vengono affidate decisioni mission-critical», che è esattamente il divario che la stessa SAP evidenzia quando afferma che un’accuratezza dell’80% non è sufficiente. Colmare questo divario non è un’operazione di configurazione: si tratta di una disciplina di valutazione e test continua, soprattutto quando gli agenti coprono oltre 200 funzioni specializzate anziché un unico processo ben definito.

Ai clienti SAP che stanno valutando se optare per RISE o GROW alla luce di questa roadmap, consigliamo di considerare il modello di governance dell’AI Agent Hub e un quadro di valutazione indipendente dell’accuratezza degli agenti come prerequisiti, non come attività successive — soprattutto considerando che sia RISE che GROW avviano il conteggio del tempo per l’attivazione degli assistenti fin dal primo giorno. È proprio questo il punto di incontro tra SAP Business AI e i test sugli agenti in cui operiamo: se desiderate un secondo parere su cosa significhi realmente essere “pronti per gli agenti autonomi” nel vostro ambiente, contattateci.

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